San Saba
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Il rione San Saba

Nell’immagine si possono osservare le case IACP sulle mura Aureliane. Dopo l’unità d’Italia, il piano regolatore di Roma capitale aveva destinato a verde pubblico la zona, contigua alla Passeggiata Archeologica. Tra il 1907 e il ’14 il Blocco Popolare che governava la città in quegli anni (radicali, repubblicani e socialisti, sindaco Ernesto Nathan fece realizzare dall’Istituto Case Popolari sul Piccolo Aventino, fra la chiesa e le mura, 10 lotti di edilizia residenziale destinati alla piccola borghesia impiegatizia, tra gli ultimi insediamenti residenziali programmati dentro le mura Aureliane.
Il rione fu progettato, come le case popolari di Testaccio, dall’allora giovane Quadrio Pirani, e in onore sc dell’intenzione programmatoria le strade ebbero nomi di grandi architetti: Bernini e Francesco Borromini, Baccio Pontelli e il Palladio, Pirro Ligorio e il Bramante e via architettando danno il proprio nome a vie tranquille, larghe il giusto, alberate.
Situato com’è sulla spianata in cima ad un cocuzzolo, il rione è percorso da salite e scalinate che degradano verso le mura o verso il sottostante Testaccio. Le case “popolari” sono villini bifamiliari ognuno con il suo giardinetto, e palazzine di non più di 4 piani, con appartamenti luminosi e cortili spaziosi, ognuna rivestita di una cortina di mattoni dello stesso colore della cortina antica della chiesa e delle mura.
(fonte Wikipedia)

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