San Saba
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Chiesa e monastero

Come mostrano le foto dell’epoca, ancora all’inizio del 900 la chiesa e il monastero di San Saba erano in piena campagna.
Il primo piano regolatore di Roma (del 1909), produsse nel 1921, fra l’altro, i nuovi rioni popolari di San Saba e Testaccio, gli ultimi due rioni dentro le mura, scorporati dal territorio di Ripa. San Saba prende il nome dal monastero e relativa chiesa che furono per secoli dopo la caduta dell’impero la sua unica presenza abitata. Attorno al VII secolo alcuni eremiti s’insediarono sulle rovine di quella che era stata la caserma (statio) della IV coorte dei vigili,opportunamente collocata in un luogo da cui si poteva dominare con lo sguardo una gran parte del territorio sudest della città, tra l’attuale Porta San Paolo – che per i romani era Porta Ostiensis – e Porta San Sebastiano – che per i romani era la Porta Appia).
Verso l’VIII secolo, monaci orientali provenienti dalla comunità fondata a Gerusalemme da San Saba presero possesso del sito, e vi istituirono un monastero che nel IX secolo era considerato il più importante della città, e dal quale si irradiava in quesi secoli una vivace attività diplomatica verso Costantinopoli e il mondo barbarico.
Il monastero divenne col tempo assai ricco: possedeva, fra l’altro, il castello di Marino e il castello di Palo. La sua proprietà passò nei secoli dai benedettini ai cluniacensi, ai cistercensi, e dal 1573 al Collegio Germanico Ungarico, retto dai Gesuiti che lo tengono ancor oggi.
(fonte Wikipedia)

Storia

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